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Omt:
la Turchia risale la top ten delle entrate:
Secondo uno studio
dell'Organizzazione mondiale del turismo
(Omt), nel 2005 la Turchia ha raggiunto
l'ottava posizione nella classifica mondiale
per introiti derivanti dal turismo. Il Paese
ha fatto registrare 18,2 miliardi di
dollari, con un incremento del 14,2%
rispetto al 2004 (l'aumento più elevato fra
i primi 10 Paesi della graduatoria). La
classifica per introiti è guidata dagli Usa
con 81,7 miliardi di dollari, seguiti da
Spagna (47,9), Francia (42,3), Italia
(35,4), Regno Unito (30,4), Cina (29,3) e
Germania (29,2). In quanto a numero di
visitatori la Turchia è al nono posto in
classifica con 20,3 milioni di turisti
(+20,5% rispetto all'anno precedente).
L'Italia in questa classifica è al quinto
posto con 36,5 milioni di turisti -
02/11/2006
Fonte: TTGItalia
Secondo i dati del
Ministero della Cultura e del Turismo della
Repubblica di Turchia
- nel 2002
la Turchia era al 17° posto in termini di arrivi
turistici, nel 2010 ha raggiunto il 7° posto della
graduatoria
- nel 2002
la Turchia era al 12° posto in termini di introiti
turistici, nel 2010 ha raggiunto il 9° posto della
graduatoria
- nel 2002
la Turchia aveva 127 Bandiere Blu, nel 2011 ne ha
ottenute 324, raggiungendo la 4° posizione nella
graduatoria internazionale
- nel 2002
la Turchia aveva 7.685 guide turistiche, nel 2011 sono
diventate 13.214
- nel 2002
c'erano 4.344 agenzie di viaggio certificate, nel 2011
sono diventate 6.366
- nel 2002
la Turchia aveva una capacità di 396.148 posti letto con
licenza “Official Operating”, nel 2011 c’è stato un
incremento del 71,7%, raggiungendo una capacità di
680.323 posti letto; se a questi si aggiungono i posti
letti con licenza “Investment”, la capacità raggiunge i
945.048 posti letto.
- nel 2002
c’erano 419 hotel a 4 e 5 stelle con licenza “Official
Operating”, nel 2011 sono aumentati del 131,2% fino ad
un totale di 969
- nel 2002
la Turchia aveva una capacità di 167.633 posti letto in
hotel a 4 e 5 stelle, nel 2011 sono aumentati del 161,6%
fino ad un totale di 438.497.
"Un mare -
specifica il direttore
dell’Ufficio Cultura e
Informazioni dell’Ambasciata di
Turchia, Enis Ugur - la cui
bellezza è stata 'certificata'
anche quest'anno: basti pensare
che la Turchia ha ottenuto ben
355 Bandiere Blu, con un
incremento del 9,5 per cento
rispetto al 2011, premiando così
gli sforzi fatti dal governo
centrale e dalle amministrazioni
locali per la salvaguardia e la
tutela degli oltre 8.000 km di
costa turca, con particolare
attenzione alla sostenibilità
ambientale".
I cosiddetti 'Viaggi blu' o
'Crociere blu' in caicco sono,
secondo Ugur, il modo migliore
per andare alla scoperta di
coste e fondali. "Il ricettivo,
poi, ha fatto passi da gigante -
continua il direttore -. Se,
infatti, nel 2002 sul territorio
c'erano solo 419 hotel a 4 e 5
stelle con licenza 'Official
Opertating', a fine 2011
risultano aumentati del 131,2
per cento, fino a un totale i
969 strutture. Anche i
finanziamenti statali concessi
alle Province e ai Comuni per il
rinnovo delle infrastrutture
turistiche sono aumentati
vertiginosamente, passando dai
24,5 milioni di lire turche del
2002 ai 128,5 milioni del 2011".
Accanto al balneare,
l'attenzione di Ugur si
concentra, anche per l'estate,
su Istanbul: "La città - spiega
- rimane il perno centrale della
promozione turistica, insieme al
prodotto mare, in particolare la
costa egea e la costa
mediterranea, e la Cappadocia.
Tuttavia, per distribuire il
flusso turistico su tutto il
territorio nazionale e su tutto
l'anno, puntiamo anche a far
conoscere destinazioni meno note
ma ricche di storia, di arte e
di cultura millenaria. Come
l’area del Sud-Est
dell’Anatolia, con le città di
Mardin, Gaziantep e Sanliurfa, o
come gli itinerari del vino e
della gastronomia turca, o come
le 'cultural routes' legate alle
civiltà che hanno vissuto nella
Penisola Anatolica".
Secondo i dati del Ministero
della Cultura e del Turismo
della Repubblica di Turchia, i
turisti internazionali arrivati
nel Paese tra gennaio ed aprile
2012 sono stati 5.608.460, di
cui 117.260 italiani. La
Germania mantiene il suo primo
posto, seguita da Bulgaria,
Georgia e Iran, ma nel solo mese
di aprile anche l’Italia si
posiziona nella top ten.
Continua, poi, il periodo d'oro
di Istanbul, che chiude il
quadrimestre con cifre da
record: ad aprile i turisti sono
stati 818.788, il 17,8 per cento
in più rispetto ad aprile 2011
(solo il mercato italiano ha
registrato un incremento del 16
per cento). Nel quadrimestre i
turisti sono saliti a 2.424.400,
pari a circa 18 punti
percentuali in più sull'analogo
periodo del 2011.
Origine turca per gli antichi Etruschi
Uno studio condotto
dall'università di Torino confermerebbe l'origine
'turca' del popolo etrusco. Secondo lo studio gli
Etruschi approdarono in Italia circa 3mila anni fa
provenienti dagli antichi territori della Lidia in
Anatolia. Dopo un lungo viaggio e una tappa nell'isola
di Lemos nel mar Egeo gli Etruschi raggiunsero la
penisola italica e qui si stabilirono tra l'Arno e il
Tevere. I discendenti dell'antico popolo dei Tirreni
conservano un codice genetico peculiare e identico a
quello riscontrato tra gli abitanti di Lemnos e
dell'attuale Turchia -
17/06/2007
Fonte: OKPedia.it
Origini degli Amazzoni
Le Amazzoni erano
un popolo di sole donne, citato già nelle più
antiche leggende greche, che, secondo quanto ci
tramanda
Omero, viveva nella regione del fiume Termodonte,
in Leucosiria (sulla costa meridionale del Mar Nero
- Turchia odierna) intorno alla città di Temiscira.
Erano governate da una regina e gli uomini erano
rigorosamente esclusi dal loro paese; pertanto, per
la conservazione della stirpe, le Amazzoni
provvedevano ogni anno recandosi, durante la
primavera, presso una popolazione limitrofa di
uomini.
Un’altra tradizione, invece, sostiene che nel popolo
stesso delle Amazzoni erano presenti uomini che
venivano trattati come schiavi e mutilati negli arti
in modo da non essere in grado di utilizzare armi.
Le Amazzoni, secondo la leggenda, si amputavano uno
dei seni per usare l'arco più facilmente (amazon
senza un seno); combattevano a scopo difensivo,
ma, come riportano molti racconti mitologici, anche
a scopo di conquista, con scorrerie nei paesi
confinanti, e addirittura grandi spedizioni: in
Tracia (Turchia odierna), Siria, Asia Minore
(Turchia odierna) e Grecia.
Alcuni scrittori fanno anche risalire la fondazione
di città come Smirne, Mitilene e Efeso alle stesse
Amazzoni.
Fonte:
http://www.liceopetrarcats.it/sperimentazione/AMAZZONI/amazzoni.html
-.-
Amasya (Amasea) "Amasonia"
La città degli amazzoni in
Mar Nero (Città del Ponto) nella quale
nacque anche Strabone
-.-
AMASEA oggi AMASYA
Cap oluogo
di provincia, sorge nella vallata del fiume
Yeºilırmak, ed è pigramente distesa attorno
a una superba fortezza. Capitale del regno
del Ponto, nel periodo ellenistico, col suo
re Mitridate, per lungo tempo tenne testa
persino alla grande Roma. Oggi però di
quello splendido periodo rimangono solo
alcune tombe ellenistiche.
Fonte:
http://www.eteria.it/opera-completa/indice-delle-localita/121-amasea-62
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La Civiltà è
Nata
7.000 anni
Prima
delle Piramidi
a Gobekli
Tepe
in Turchia
La
Repubblica
no. 1208 - anno 2011
pagina 72-73
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Né stupri
né torture in carcere
«Fuga di mezzanotte? Un bluff»
... da Corriere.it
...................
La verità sulla storia del
film
"Fuga di
Mezzanotte"
Intervista con l'autore "Billy
HAYES" che ha vissuto tale esperienza e che
ha scritto il libro:
- Nel film hanno descritto i
turchi più malvagio del mondo. Solo il capo
delle guardie della prigione era molto severo.
Tutti gli
altri che ho incontrato sia in prigione che nel
paese non sono
stati così malvagi come descritto nel film. Ho avuto tanti amici
in Turchia grazie a loro ho imparato anche la
lingua turca.
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Riflessi
letterari:
Un
uomo
allo
specchio
di
Cahit
Sıtkı
Tarancı
e un
paese
allo
specchio,
la
Turchia
Sarà
presentato
a
Venezia
il
9
aprile
2013,
alle
ore
17,30
nella
cornice
della
Galleria
G.
Franchetti
alla
Ca’
d’Oro,
il
volume
Un
uomo
allo
specchio,
raccolta
di
poesie
del
poeta
turco
Cahit
Sıtkı
Tarancı,
edito
dalla
casa
editrice
veneziana
Lunargento.
L'appuntamento
nasce
dalla
collaborazione
tra
Soprintendenza
Speciale
PSAE
e
per
il
Polo
museale
della
città
di
Venezia
e
dei
comuni
della
Gronda
lagunare
e
l'Associazione
UPS
Olivolo-Auser,
nell'ambito
delle
iniziative
per
rafforzare
i
legami
tra
musei
e il
territorio
su
cui
operano.
L’evento
di
presentazione,
che
vedrà
gli
interventi
del
prof.
Giampiero
Bellingeri,
docente
di
letteratura
turca
all’Università
Ca’
Foscari
di
Venezia,
e
del
traduttore
dell’opera,
il
prof.
Necdet
Adabağ,
dell’Università
di
Ankara,
sarà
anche
occasione
per
aprire
una
finestra
sulla
letteratura
turca
pubblicata
da
Lunargento,
ormai
da
anni
punto
di
riferimento
culturale
per
la
promozione
in
Italia
dei
grandi
autori
della
letteratura
anatolica,
padri,
e
talvolta
ispiratori,
dei
grandi
nomi
di
Hikmet
e
Pamuk.
Con
questa
pubblicazione
si
arricchisce
di
una
nuova
importante
voce,
questa
volta
in
versi,
la
collana
editoriale
“Qavsciaq
-
Incontri
in
Turchia.
Novelle,
strofe
e
raccontesse”,
di
cui
il
prof.
Bellingeri,
già
traduttore
di
Orhan
Pamuk,
è
curatore.
Dopo
le
traduzioni
di
Orhan
Kemal
e
Oğuz
Atay,
infatti,
compaiono
per
la
prima
volta
in
Italia
le
poesie
di
Cahit
Sıtkı
Tarancı,
amatissimo
in
patria.
Autentico
esponente
del
decadentismo
borghese,
concentrato
sulle
ricercatezze
formali
come
i
suoi
grandi
maestri
Baudelaire
e
Verlaine,
Tarancı
è un
autore
fondamentale
per
conoscere
le
note
della
poesia
turca
prima
che
arrivasse
la
grande
parola
di
Nazim
Hikmet
a
scardinarle
attraverso
l’inserimento
nei
versi
della
tematica
sociale.
Note
sul
libro
I
versi
di
Cahit
Sıtkı
Tarancı,
nato
nel
1910
nella
Turchia
sud-orientale
e
formato
tra
Istanbul
e
Parigi,
risuonano
nel
vuoto
seducente
di
una
vita
astratta,
piena
di
sogni
e di
romanticherie
decadenti,
chiusa
entro
i
limiti
di
una
problematica
puramente
soggettiva.
Ecco
l’Un
uomo
allo
specchio,
come
recita
il
titolo
della
raccolta,
un
uomo
impegnato
a
osservarsi
e ad
ascoltarsi,
chiudendo
gli
occhi
rispetto
alle
contraddizioni
della
società
feudale
in
cui
la
Turchia
viveva
ancora
in
quegli
anni.
Un
poeta
dell’amore
intimista,
nei
cui
versi
i
temi
forti
legati
alla
morte
e
alla
sofferenza
interiore
vengono
sublimati
attraverso
una
sorta
di
epicureismo
e un
desiderio
sfrenato
e
orgiastico
del
vivere.
“La
dimostrazione
di
come
si
possa
vivere
in
mezzo
alla
gente
che
muore
di
fame,
sognando
le
proprie
malinconie
in
una
solitudine
rarefatta
e
preziosa,
sostanzialmente
egoistica
ed
egotistica.”
(dall’Introduzione
di
Necdet
Adabağ)
La
raccolta,
disponibile
anche
in
versione
e-book,
racchiude
cento
poesie
tradotte
da
Necdet
Adabağ,
professore
di
Letteratura
Italiana
presso
l’Università
di
Ankara,
e
curate
da
Giampiero
Bellingeri.
La
casa
editrice
Lunargento
da
ormai
cinque
anni
è
impegnata
nella
diffusione
della
letteratura
turca
in
Italia;
l’opera
di
Cahit
Sıtkı
Tarancı
rientra
nella
collana
“Qavsciaq.
Incontri
in
Turchia.
Novelle,
strofe
e
raccontesse”,
di
cui
fanno
parte
La
lotta
per
il
pane,
di
Orhan
Kemal,
e
Aspettando
la
paura,
di
Oğuz
Atay,
due
classici
della
letteratura
turca
del
Novecento.
È
gradita
la
conferma
di
partecipazione
alla
segreteria
organizzativa,
la
quale
è a
vostra
disposizione
per
qualsiasi
ulteriore
informazione:
Lunargento
Tel.
041
2960536
info@lunargento.it
Dance & Music
Festival - 22/27 August 2011 - Istanbul
PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA I RACCONTI
DELLO SCRITTORE TURCO OĞUZ ATAY, CON UNA POSTFAZIONE DI
ORHAN PAMUK
La casa editrice veneziana Lunargento, in
collaborazione con il Ministero alla Cultura del Governo
Turco, ha pubblicato un’opera determinante per la
promozione della cultura e della storia turca in Italia.
Con la pubblicazione dei racconti Aspettando la paura,
i lettori italiani potranno finalmente scoprire Oğuz
Atay, l’ingegnere e scrittore amato dal premio Nobel
Orhan Pamuk, che negli anni Settanta del Novecento
rivoluziona le lettere turche, avvicinando la propria
scrittura alle forme del narrare occidentali, aperte
alle problematiche e alle realtà individuali escluse dal
racconto realistico allora imperante in Turchia.
Oğuz Atay (1934-1977) debutta con il
capolavoro Tutunamayanlar, (“Gli incapaci di
connettersi”, 1972), descritto dall'UNESCO
come “il più eminente romanzo del ventesimo secolo della
letteratura turca”. L’opera espone – su piani formali ed
estetici ben diversi dalle impostazioni realistiche,
consuete nelle lettere turche del Novecento – il disagio
di individui alienati, in conflitto con se stessi e con
le convenzioni sociali imperanti.
Nei racconti di Aspettando la paura,
apparsi tra il 1972 e il 1977, si concentra la stessa
potenza espressiva del grande romanzo. Otto storie che
presentano in modo inedito i nodi “kafkiani” di
assurdità, insicurezza, paura, solitudine,
incomunicabilità: i segni delle persone contemporanee,
nel ruolo di sofferte protagoniste dei brani che
ricalcano, non senza ricorrere anche all’arma
dell’ironia, i tratti del malessere dell’umanità.
Orhan Pamuk, nella postfazione pubblicata
nella raccolta, spiega la portata rivoluzionaria della
scrittura di Atay per la letteratura turca: “Si deve a
lui se tanti aspetti dell’esistenza sono entrati e hanno
trovato posto in un romanzo: la partita alla radio, la
scuola guida, amabili intellettuali smarriti fra le
pagine dei libri”.
La traduzione del romanzo è di Giampiero
Bellingeri e ªemsa Gezgin, già traduttori di Orhan Pamuk.
La casa editrice Lunargento da ormai due
anni è impegnata nella diffusione della letteratura
turca in Italia; l’opera di Oğuz Atay rientra nella
collana Qavsciaq. Incontri in Turchia. Novelle,
strofe e raccontesse a cura di Giampiero Bellingeri.
Novità nella collana Beit storia!
esce "Turchia. Porta d'Oriente"
di Klaus Kreiser e Christoph K. Neumann
Nuovo titolo della collana Beit storia: dopo aver pubblicato monografie storiche dedicate ai paesi del centro-est Europa, Beit casa editrice si apre a nuovi orizzonti geografici proponendo una nuovissima storia della Turchia.
L'idea di fondo rimane la stessa: far conoscere al pubblico italiano i paesi da poco entrati – o che attendono di essere accolti – all'interno dell'Unione europea.
Un profilo sintetico della storia della Turchia e della cultura turca, a partire dalle sue prime testimonianze, risalenti al VII secolo d.C., fino ai nostri giorni, con particolare approfondimento degli aspetti religiosi, culturali, sociali ed economici sulla base dei più recenti contributi del dibattito storico.
Come gli altri testi già pubblicati al'interno della collana anche questa storia della Turchia si presenta come un testo dall'alto valore scientifico, ma di facile approccio. Ad accompagnare il lettore nel corso dei secoli, oltra a una preziosa sezione illustrata, ci saranno materiali da consultazione quali cartine, tavole sinottiche e appendici riassuntive.
Eleonora Leghissa
tel/fax: 040 5199075
11 Novembre 2010
  

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