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Nel 2008
26.245.000 turisti hanno visitato la
Turchia.
586.800 italiani hanno visitato la
Turchia.
316.880 navigatori (diversi) hanno visitato il
nostro sito
Statistiche
Omt:
la Turchia risale la top ten delle entrate:
Secondo uno studio
dell'Organizzazione mondiale del turismo
(Omt), nel 2005 la Turchia ha raggiunto
l'ottava posizione nella classifica mondiale
per introiti derivanti dal turismo. Il Paese
ha fatto registrare 18,2 miliardi di
dollari, con un incremento del 14,2%
rispetto al 2004 (l'aumento più elevato fra
i primi 10 Paesi della graduatoria). La
classifica per introiti è guidata dagli Usa
con 81,7 miliardi di dollari, seguiti da
Spagna (47,9), Francia (42,3), Italia
(35,4), Regno Unito (30,4), Cina (29,3) e
Germania (29,2). In quanto a numero di
visitatori la Turchia è al nono posto in
classifica con 20,3 milioni di turisti
(+20,5% rispetto all'anno precedente).
L'Italia in questa classifica è al quinto
posto con 36,5 milioni di turisti -
02/11/2006
Fonte: TTGItalia
Origine turca per gli antichi Etruschi
Uno studio condotto
dall'università di Torino confermerebbe l'origine
'turca' del popolo etrusco. Secondo lo studio gli
Etruschi approdarono in Italia circa 3mila anni fa
provenienti dagli antichi territori della Lidia in
Anatolia. Dopo un lungo viaggio e una tappa nell'isola
di Lemos nel mar Egeo gli Etruschi raggiunsero la
penisola italica e qui si stabilirono tra l'Arno e il
Tevere. I discendenti dell'antico popolo dei Tirreni
conservano un codice genetico peculiare e identico a
quello riscontrato tra gli abitanti di Lemnos e
dell'attuale Turchia -
17/06/2007
Fonte: OKPedia.it
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Né stupri
né torture in carcere
«Fuga di mezzanotte? Un bluff»
... da Corriere.it
...................
La verità sulla storia del
film
"Fuga di
Mezzanotte"
Intervista con l'autore "Billy
HAYES" che ha vissuto tale esperienza e che
ha scritto il libro:
- Nel film hanno descritto i
turchi più malvagio del mondo. Solo il capo
delle guardie della prigione era molto severo.
Tutti gli
altri che ho incontrato sia in prigione che nel
paese non sono
stati così malvagi come descritto nel film. Ho avuto tanti amici
in Turchia grazie a loro ho imparato anche la
lingua turca.
Cliccare qui per ascoltare l'interviste
direttamente dalla voce
dell'autore ...
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Comitato di Conegliano
Veneto ha organizzato la proiezione di Film Turchi:
IMMIGRAZIONE E CREATIVITA’
Il
multiculturalismo può essere una risorsa in tempi di
crisi ?
ANTENNACINEMA che si è andata configurando
manifestazione ponte tra etnie e culture diverse lo vuol
dimostrare attraverso una serie di incontri e
approfondimenti con la cinematografia e la cultura
turca.
Obiettivo non secondario dell’iniziativa è quello di
favorire un incontro fra la comunità turca insistente
sul territorio e quella italiana.
2009: E’ DI SCENA LA TURCHIA
Ci sono sempre stati in Turchia, ed è
così ancora oggi, due grandi tipi di produzione: film
commerciali in abbondanza e largamente diffusi nelle
sale e sugli innumerevoli canali televisivi del paese (
oltre 200 ) e, dall'altra parte, alcuni film d'autore
poco visti nel paese ma largamente diffusi nei festival
internazionali e nei circuiti per cinefili all'estero.
All'inizio degli anni '70 la produzione turca, che si
attesta sui 300 film all'anno (molto commerciali), si
ritroverà nel plotone di testa tra le cinematografie
mondiali al fianco dell'India, degli Stati Uniti, di
Hong-Kong.
Se la " Nouvelle Vague " francese fu
iconoclasta e reattiva rispetto al rigido cinema di
studio, in Turchia la nouvelle vague nasce su un terreno
vergine ma reagisce piuttosto all'aspetto molto
commerciale del cinema dell'epoca.
Così l'opera di Yilmaz Güney: "La speranza" che racconta
la perdizione di un uomo povero alla ricerca del tesoro
che potrebbe salvare la sua famiglia e "Il gregge" che
racconta dei debiti di una tribù nomade - film scritto e
diretto da Zeki Ökten - sono ben rappresentativi di un
rinnovamento politico e della realtà. Nel 1980, il suo
film faro "Yol" descrive una Turchia ancora arcaica
attraverso cinque condannati in libera uscita.
Soprannominato il "re brutto", perché è uno dei volti
più celebri del cinema d'azione, questo anti-playboy ha
preferito tuttavia passare dietro la macchina da presa.
I suoi film di impegno sociale e di denuncia saranno
come dei sassi nello stagno. Essi coincidono con il
colpo di stato militare da parte dei colonnelli
nazionalisti nel 1970 che alimenterà il conflitto
politico.
E Güney dovrà spesso dirigere i suoi film
non senza difficoltà dalla prigione.
In generale, i formidabili incassi delle
commedie o dei melodrammi stereotipati della produzione
commerciale arricchiranno alcune star a tutto danno del
resto delle troupe. I loro cachets sempre più elevati
porteranno gradualmente l'industria cinematografica
turca al tracollo.
Per continuare a guadagnare soldi
immediati, l'industria si dedicherà al porno che la
riporterà a galla per qualche anno. Ma un nuovo colpo di
stato militare , questa volta molto violento, voluto dai
generali nazionalisti, porta il paese sull’orlo della
guerra civile. Dopo alcuni anni di caos, viene fuori una
Turchia divisa ed esasperata in tutte gli strati della
società. Il cinema ne è, una volta ancora, lo specchio:
film militanti, film di donne, film di sinistra, film
fascisti, film religiosi, filmanti-religiosi…
Un terzo colpo di stato nel 1980 mette fine con la forza
a questa estrema politicizzazione in tutte le direzioni.
Il cinema diventa sempre più individualista. Alcuni film
molto personali testimoniano soprattutto una ricerca
interiore, che esprime molto malessere. Film come "Hotel
della madrepatria" (la solitudine del gestore di un
hotel che arriverà al suicidio) o "Il volto nascosto"
(soliloquio di una donna) di Omer Kavur. Mentre "Hazal"
di Ali Özgentürk parla della resistenza alle tradizioni
da parte di una ragazza dell'ambiente rurale. Questi
film, veramente d'autore questa volta, restano tuttavia
emarginati: le reti televisive e le sale continuano a
diffondere unicamente i vecchi film popolari, i film di
Hollywood e anche numerosi film indiani, molto
apprezzati.
Se le reti televisive si lanciano a loro
volta nella produzione di telefilm e serial, è per
realizzare delle soap-opera con pop-star che fanno
alzare gli ascolti. E il celebre quartiere di "Yesilçam"
a Istanbul dove si erano installati gli studios e le
sale di produzione delle grandi società turche dei
Golden Sixties sono andate deserte.
Oggi tuttavia, emerge una nuova " nouvelle vague",
forte di una decina di nomi che lavorano principalmente
grazie alle coproduzioni europee. Molti di questi vivono
in Europa o in Canada per poter coprodurre più
facilmente i loro film.
"Uzak" di Nuri Bilge Ceylan ha ottenuto il "Gran Premio"
e il premio alla migliore interpretazione maschile,
andato ex aequo ai 2 protagonisti, a Cannes en 2003.
Ferzan Ozpetek vive in Italia dove realizza film al 100%
italiani, dei quali i film più turchi sono "Hammam" e
"Harem".
Fatih Akin risiede in Germania e il suo
controverso "La sposa turca", benché premiato a Berlino,
è stato vilipeso in patria con la scusa che propone una
cattiva immagine della coppia perché si vede una donna
"liberata" in un matrimonio infelice.
La giovane regista Buket Alakus ha vinto nel 2001 il
premio europeo per la sceneggiatura con "Ma mère", la
storia di una madre di 40 anni immigrata in una Germania
che non si rivela come la terra promessa che sperava di
trovare.
C'è anche l'opera di Zeki Demirkubuz, che
vive, al contrario, a Istanbul. Oltre che lo
sconvolgente "Innocenza" (l'incontro tra un uomo solo e
un ragazzino i cui parenti hanno commesso un crimine
passionale) seguito da "Confessione" (coppia costretta a
vivere insieme nonostante le diverse aspirazioni) e
infine "Il destino" (sorta di trattato cinematografico
dell'assurdo contemporaneo sulla difficoltà del libero
arbitrio, ispirato a "Lo straniero" di Camus).
Questi ultimi due film sono stati
selezionati a Cannes nel 2002. Il singolare autore di
queste opere ha realizzato così una sorta di trilogia
sociale sul fatalismo.
Da sottolineare anche che in Turchia, sono molti
i giovani registi usciti dal mondo della pubblicità, che
è onnipresente sui canali televisivi del paese, che ora
stanno realizzando i primi cortometraggi.
Un vivaio rigoglioso che lascia
immaginare una covata di autori più intimisti. A
immagine e somiglianza, senza dubbio, di una Turchia,
multiculturale, multietnica, che cerca di raggiungere
l'Europa restando il crocevia di altre civiltà.
Il
cinema turco degli anni duemila ha trovato distribuzione
in molti paesi ma difficilmente in Italia e comunque
limitatamente alle co-produzioni.
Di
fatto la Turchia - cinematograficamente parlando – fa
già parte dell’Europa.
Atif
Yilmaz , uno dei più grandi e prolifici cineasti turchi
aveva previsto all’inizio del millennio che il cinema
turco entrava in una fase di ricostruzione che lo
avrebbe portato al riconoscimento internazionale.
Previsione confermata anche recentemente con il successo
al Festival di Rotterdam 2009 di “Wrong Rosari” di
Mahmut Coskun.
Il
progetto prevede altresì alcuni focus sulla storia,
sulla letteratura,sulla civiltà turche a cornice e
approfondimento tematico della rassegna cinematografica.
Inoltre
il cinema italiano verrà chiamato a rivisitare in otto
tappe il mito del turco nella rappresentazione
audiovisiva, tema fra i più affascinanti, considerato
anche
il
ruolo svolto da Venezia nella storia.
PROGRAMMA ( BOZZA DI LAVORO)
Prima
parte ( ottobre 2009 )
La
Turchia incontra l’Europa al cinema
Ai
confini del paradiso ( Turchia – Germania, 2007 ) di
Fatih Akin
Il
piacere e l’amore ( Turchia – Francia, 2006 ) di Nuri
Ceylan
Sut (
Francia – Germania - Turchia, 2008 ) di Semih Kaplanoghu
Sonhabar ( Turchia – Germania, 2008 ) di Ozcan Alper,
primo
premio al Trento Film Festival 2009
Seconda
parte
Turchia: la cinematografia nazionale
Takva: A Man’s
Fear of God di Ozer Kiziltan
Eve Donufl ( Retour à la maison ) di Omer
Ugur
Kader di Zeki Demirkubuz
Wrong
Rosari di Mahmut Coskun
Waiting for Heaven di Dervis Zaim
Times and Winds di Reha Erdem,
Riza di
Tayfun Pirselimoglu
Two
lines di Selim Evci
Terza
parte
Italia e Turchia: il turco immaginario
Chi
lavora è perduto di Tinto Brass
Un
turco napoletano di Mario Mattoli
Il
feroce saladino di Mario Bonnard
Il
bagno turco di Ferzan Ozpetek
Capitan
tempesta di Corrado D’Errico
Nostra
Signora dei Turchi di Carmelo Bene
L’harem
di Marco Ferreri
Mamma…li turchi di Mauro Stefani
In occasione del MedFilmFestival ci
saranno delle proiezioni di film turchi a Roma.
Il sito del festival è il seguente:
- Lunedi 9: Nuovo Cinema Aquila
(22.30) / Giovedi 12 Nov.: Palazzo delle Esposizioni
(18.30):
Pandora’nın kutusu (Pandora’s Box)
di Yesim Ustaoglu
- Martedi 10: Nuovo Cinema Aquila (20.30)
/ Giovedi 12 Nov.: Palazzo delle Esposizioni (16.30)
Uzak ihtimal (Wrong Rosary)
di Mahmut Fazıl Coskun
 
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