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Agricoltura in Turchia

La presenza di condizioni fitoclimatiche molto diverse fra loro si traduce in una grande varietà delle coltura agricole presenti in Turchia. Sul versante meridionale più caldo la coltura preminente è il cotone con quasi 6 milioni di quintali di fibra e 9,5 di semi, che fa della Turchia il sesto paese produttore al mondo; su quello più temperato e sull’Egeo prendono il sopravvento le tipiche colture mediterranee, con le vite che produce 35,5 milioni di quintali di uva e fornisce ben 3,6 milioni di quintali di celebri uve passe, come la sultanina e lo zibibbo, l’olivo con 1,4 milioni di quintali di arance, 4,5 di limoni, 4,2 di mandarini, i fichi secchi che alimentano una forte corrente di esportazione.

Non si tratta naturalmente di divisioni rigide, poiché agrumi e fruttiferi sono molto diffusi anche sul più caldo versantemeridionale, oltre alla diffusa copertura forestale, si caratterizza invece per le pregiate coltivazione di tabacco, che garantisce 2,2 milioni di quintali di foglia ed è diffuso con varietà di minore pregio anche su alcune aree dell’Egeo, di tè con 1,3 milioni di quintali, di nocciole, albicocche e altri fruttiferi. Per quanto riguarda l’altopiano interno si può constatare che la sua produzione veramente tipica è il papavero da oppio, il cui consumo peraltro è severamente, e speso ferocemente perseguito dalle autorità turche.

Dappertutto si coltivano i cereali, che forniscono 175 milioni di quintali di frumento, 70 di orzo, 18,5 di mais, 2,3 di avena, 2 di segale e altrettanti di riso; per le colture industriali la barbabietola da zucchero è presente con 137 milioni di quintali, le fibre tessili sono tutte ben rappresentate con lino, canapa e pregiatissime sete fornite dalla bachicoltura concentrata soprattutto in Anatolia occidentale e in Tracia, le oleaginose sono presenti col girasole, che fornisce 7,5 milioni di quintali, la colza, la soia, le rose anche queste diffuse in tutto il paese ma coi maggiori impinati di distillazione a Isparta nell’entroterra di Anatolia.

Le colture orticole presentano 63 milioni di quintali di pomodori, 20 di cipolle, 7 di ceci e quasi altrettanti di cavoli e lenticchie, queste ultime in numerose e pregiate varietà, 2 di fagioli secchi, e poi fave, piselli, e altri ortaggi; si producono inoltre 43,5 milioni di quintali di patate e un vasto assortimento di fruttiferi che, oltre a quelli indicati, è ricco di 21 milioni di quintali di mele, 4 di pere e altri 4 di albicocche, 3,7 di pesche 2 di prugne.

Allevamento:

L’allevamento è ricco di 12 milioni di bovini, 37,5 milioni di ovini, che collocano la Turchia fra i primi dieci paesi al mondo, e 10 caprini, di cui 6 milioni di capre d’angora che forniscono una lana pregiatissima lavorata in prevalenza a Bursa, 12 milioni di bovini quasi 1,5 milioni fra cavalli, asini e muli, 182 milioni di animali da cortile, poi bufali, cammelli e una ridottissima presenza di suini, pari a circa 9.000 capi, a motivo dell’interdetto religioso. La pesca praticata su tutto lo sviluppo costiere e nelle estese acque interne fornisce oltre mezzo milione di tonnellate di sbarco; caratteristica è la pesca delle spugne, che assicura 3 tonnellate di prodotto annuo.

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