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Trieste: rimorchi in
treno fino al Centro
Europa
Al
via un sistema di
trasporto
intermodale che non
ha eguali in tutto
il Vecchio
Continente: i camion
senza motrici
collocati
direttamente dalle
navi ai convogli
Tredici navi ogni
settimana collegano
Istanbul e altri due
porti turchi con lo
scalo giuliano
TRIESTE.
L’autostrada del
mare Turchia-Trieste
mette un cuneo
terrestre fin dentro
il cuore
dell’Europa. I
trailer imbarcati a
Istanbul, a Cesme
porto di Izmir, e a
Ambarli sulla sponda
europea, senza
nemmeno mettere le
ruote a terra
verranno agganciati
dalle gru e
sistemati sui
convogli ferroviari
che li porteranno a
Francoforte.
Soltanto in questa
fase gli autisti
tedeschi li faranno
agganciare alle
motrici e partiranno
verso le definitive
destinazioni, a quel
punto tutte
evidentemente
circoscritte in un
raggio piuttosto
ridotto di
chilometri. Si
tratta di un sistema
di trasporto
intermodale che, in
virtù delle
caratteristiche di
trasbordo effettuato
già a bordo
banchina, non ha
eguali in tutta
Europa.
«È un servizio
fortemente voluto
dagli industriali
turchi proprietari
della flotta di
traghetti, che
contiamo di far
partire fin dal mese
di maggio», ha
confermato ieri
Enrico Samer,
terminalista a
Trieste e
amministratore
delegato
dell’omonima agenzia
che gestisce quella
che è la più
affollata autostrada
del mare del
Mediterraneo e la
terza al mondo.
Su ogni convoglio
ferroviario potranno
essere sistemati 32
semirimorchi e nella
prima fase verranno
attivati da un
minimo di uno a un
massimo di tre treni
settimanali che
raggiungeranno
Francoforte. Devono
essere utilizzati
semitrailer speciali
con tasche laterali
per permettere l’imbragatura
a opera delle gru,
ma le ditte di
autotrasporto turco
già da qualche anno
stanno rinnovando il
parco automezzi
proprio in questo
senso.
È questa una
soluzione ancora più
avanzata rispetto al
sistema di trasporto
«Ro-La» che comunque
sta riscuotendo già
un buon successo dal
momento che dei 210
mila Tir che ogni
anno vengono
sbarcati dai
traghetti turchi, 35
mila proseguono poi
il viaggio via
ferrovia. Una quota
che è comunque
destinata a crescere
nei prossimi anni.
Con il sistema «Ro-La»
i camion completi di
motrice scendono dai
traghetti e salgono
sui convogli che
utilizzando questa
soluzione però ne
possono ospitare
venti soltanto. In
una carrozza
attrezzata e
riscaldata si
sistemano gli
autisti che poi
risalgono in cabina
al capolinea che in
questo caso è
l’austriaca
Salisburgo. Su
questa tratta sono
attivi tre treni
quotidiani in un
verso e altrettanti
nell’altro, ma sta
per essere varato un
quarto convoglio
giornaliero che
viaggerà in orari
notturni.
Ancora, è allo
studio un’altra
tratta che dovrebbe
collegare, sempre
con il sistema «Ro-La»,
Trieste a Novara e
Vercelli e che sarà
utilizzata dai
camion con carichi
destinati all’Europa
più occidentale,
Francia e Spagna in
particolare.
L’intenzione
originaria era di
giungere fino a
Torino, aspirazione
che però ha trovato
insormontabili
ostacoli in alcune
gallerie che
avrebbero dovuto
venir allargate e
risagomate. Ci si
fermerà un po’
prima, ma anche in
questo caso Rfi
dovrà fare alcune
spese nell’ambito di
pensiline, tettoie e
segnali, per cui i
tempi di attivazione
sono stati stimati
in un anno
all’incirca.
Al terminal
triestino di Riva
Traiana ogni
settimana arrivano
dalla Turchia 13
traghetti che entro
l’estate diverranno
14 poiché saranno
portati da 3 a 4 gli
arrivi settimanali
da Cesme. Tra il
2007 eil 2010 questa
flotta, che opera
unicamente tra la
Turchia e Trieste,
crescerà di quattro
navi, inserendone in
linea una nuova ogni
anno. È il
principale motivo
per cui la Samer ha
chiesto sul molo
Quinto ulteriori
spazi per ottenere i
quali però si trova
oggi in concorrenza
con la Logstar del
costruttore
piemontese
Marcellino Gavio che
intende attivare un
traffico di
ortofrutta di 150
mila tonnellate
all’anno. Il
Comitato portuale ha
deciso nell’ultima
seduta di chiamare
in audizione i due
contendenti prima di
affidare la
concessione
dell’area.
FONTE: http://espresso.repubblica.it
- 20 febbraio 2007
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