CARATTERISTICHE DEL
PAESE
Fuso orario
(rispetto all’Italia):
Comunità italiana:
si concentra tradizionalmente
soprattutto nelle città di İzmir
(circa 1000 persone) e di İstanbul
(circa 2000). Una più ridotta
comunità d’affari è presente anche
ad Ankara.
Capitale:
Ankara (= 4.500.00 ab.)
Città principali:
Istanbul (11.000.000 ab), Izmir
(3.500.000 ab), Adana (1.900.000
ab), Bursa (2.000.000 ab), Gaziantep
(1.500.000 ab), Konya (2.500.000
ab), Kayseri (1.000.000 ab), Mersin
(1.600.000 a.), Manisa (1.200.000
ab),
Lingua:
il turco é la lingua ufficiale,
mentre sono parlati da gruppi minori
il curdo, l’arabo, il greco e
l’armeno.
Religioni principali:
popolazione quasi interamente
musulmana di rito sunnita; minoranze
musulmana di rito sciita, di ortodossi, gregoriani, ebrei,
cattolici e protestanti.
Ordinamento dello Stato:
repubblica parlamentare monocamerale.
Il potere legislativo é affidato
all’Assemblea Nazionale (composta da
550 membri eletti ogni cinque anni a
suffragio universale diretto), che
elegge ogni sette anni il Presidente
della Repubblica. Il potere
esecutivo spetta al Governo, il
quale é responsabile del proprio
operato di fronte all’Assemblea
Nazionale.
Suddivisione amministrativa:
Il Paese é suddiviso in 81 Province
con a capo un Governatore che
risponde direttamente al Ministro
degli Interni e quindi al Governo in
carica.
QUADRO DELL’ECONOMIA
Il
governo turco ha segnalato in questi
giorni che nel programma di
investimento 2006 -già predisposto
negli scorsi mesi- ha effettuato
delle integrazioni relative a 45
nuovi progetti, così suddivisi: - 17
nel campo dei trasporti, 10 nel
settore energetico, 8 in campo
minerario, 5 nella potabilizzazione
delle acque, 3 nel settore
scolastico-educativo e 2 nel campo
manifatturiero. Nel settore
trasporti, la Direzione Generale per
la costruzione di Ferrovie, Porti ed
Aeroporti (DLH) gestirà 6 nuovi
progetti, l'Amministrazione degli
Aeroporti Statali (DHMI) 4 nuovi
progetti , la Turkish Airlines 3
progetti, la Municipalità della
metropoli di Istanbul 2 progetti,
quella della città di Bursa e l'
amministrazione ferroviaria di Stato
un progetto nuovo ciascuna. Nel
settore enrgetico la EUAS (Electricity
Generation Corp.) avrà 4 nuovi
progetti, la TEDAS (Turkish
Electricity Distribution Corp.) 4
nuovi progetti, mentre la TEIAS (Turkish
Electricity Transmission Corp.) 2
progetti. Nel settore minerario e
petrolifero, la Turkish Petroleum
Corp. avrà 4 progetti, la EUAS 3
progetti e la TKI, Azienda turca del
Carbone, un progetto. L'ufficio Ice
di Istambul può fornire, su
richiesta, l'elenco dei principali
progetti finanziati nell'ambito del
budget statale 2006.
Un
importante processo di
privatizzazione è in corso in
Turchia, ad opera della PA
(Amministrazione per le
Privatizzazioni), che nel 2005 ha
incassato la somma di 17 miliardi di
dollari nel settore delle
telecomunicazioni, della
raffinazione di idrocarburi e della
produzione di acciaio.
Tra le principali vendite definite
nel corso dell’anno, la più
importante è stata quella della Turk
Telekom al consorzio Saudita Oger
per 6.55 miliardi di dollari,
seguita da quelle delle Raffinerie
Tupras al consorzio turco Koc, per
4.14 miliardi di dollari e delle
acciaierie Erdemir al fondo
pensionistico Oyak per 2.77 miliardi
di dollari.
Sono previste, inoltre, operazioni
future nel campo della distribuzione
dell’energia elettrica e della
costruzione di centrali nucleari.
Per il lancio del primo settore, la
rettifica della “Draft Law Amending
Law n. 4628” da parte del Parlamento
aprirebbe la strada per la
preparazione di una importante gara
d’appalto per la privatizzazione dei
servizi di distribuzione di energia
elettrica. L’annuncio della gara,
che si annuncia come la più
importante manovra di
privatizzazione proposta dalla PA
per il 2006, potrebbe essere fatto
entro la fine di Marzo per le
regioni: Baskent, Bogazici e Costa
Anatolica.
Infine, le recenti riduzioni nelle
forniture di gas proveniente da Iran
e Russia, hanno rinnovato l’urgenza,
per il Governo di Ankara, di una
riflessione sulle necessità di
reperire fonti energetiche
alternative. Secondo quanto
riportato dalla stampa locale,
infatti, Ankara sta seriamente
valutando l’ipotesi di avviare la
costruzione di centrali nucleari con
una produzione totale di 5mila
megawatt entro il 2012. Mentre si
stanno esaminando gli aspetti
tecnico-logistici e ambientali per
la scelta delle località dove
costruire le centrali (da tre a
cinque), e sono stati già avviati
contatti con i principali Paesi
produttori (Usa, Regno Unito, Cina e
Giappone) per una valutazione dei
costi e del trasferimento di
know-how.
Il finanziamento sarà solo in parte
pubblico, mentre la parte principale
proverrà dal settore privato.
03/02/2006
Struttura produttiva:
l'inflazione per i prezzi al consumo
per il 2002 si è attestata al 29,7%,
rispetto al 68,5% del 2001. La
svalutazione annuale è stata del
31,9%. Per quanto riguarda il PNL,
viene stimato un aumento del 6.2%,
per un totale di circa 200 miliardi
di dollari, mentre il reddito
pro-capite è cresciuto dai 2.472,82
dollari del 2001 ai circa 2,700
dollari del 2002. Quello previsto
per il 2003 è di 3.000 dollari.
Nel 2002, il settore dei servizi
é stata la principale fonte di
lavoro in Turchia con il 42,7% della
popolazione attiva, seguito dall’agricoltura
che ha impiegato il 33,9% della
forza lavoro, dal settore
industriale con il 18,9% e dal
settore edile con il
4,6%. La disocupazione é salita
dell’11,4%, rispetto al 10,6% del
2001.
Nel Paese vi sono notevoli
risorse minerarie
di bauxite, di
oro, di argento e minerali di cromo
e rame. Importanti sono anche le
produzioni di borace, manganese,
antimonio, ferro, zinco e mercurio.
Sono pure presenti giacimenti di
petrolio, carbone e lignite.
Tutte le società dell’industria
motoveicolistica lavorano su
licenza straniera. Nel 2002, le
esportazioni del settore
automobilistico sono aumentate del
14,6% rispetto al 2001, dirette
verso 124 Paesi..
Quanto alle
privatizzazioni, il piano presentato
per il 2003 e che dovrebbe far
affluire nelle casse dello Stato
almeno 4 miliardi di dollari,
prevede la dismissione delle
seguenti aziende di Stato: Petkim
(Ente petrolchimico pubblico),
Gerkosan (Ferro e acciaio), Taksan
(settore meccanico), Eti Argento,
Eti Elettrometallurgica, Seka
(cellulosa e carta), TZDK (Trattori
e attrezzature agricole), Tupras
(Ente di Stato per la raffinazione
petrolifera), Tekel Cigarette e
Tekel Alcohols (Monopoli di Stato
per liquori e tabacco), Tumosan
(produzione di motori e trattori),
Sumer Holding (settore tessile e
concieria), Tugsas (Fertilizzanti,
Impianti di Gemlik, Samsun e Kutahya),
KBI – Eti (produzione rame), Atakoy
Otel – Marina (Impianti turistici),
THY (Compagnia aerea nazionale),
SEKA (Cellulosa e carta, impianti di
Izmit e porto di Tasucu), Sumer
Holding (Impianti di Merinos,
Bakirkoy e Beykoz).
Secondo l'Istituto Nazionale di
Statistica, il numero dei turisti
entrati in Turchia neI corso
dell'intero 2002 e' stato di
13.246.875, con un aumento del 14%
sull'anno precedente. Al primo posto
si confermano i Tedeschi (3,4
milioni), seguiti da Inglesi (1,04
milioni), Russi (945 mila),
Olandesi (871 mila), Bulgari (833
mila), Francesi (522 mila). I
turisti italiani, con 211.069
presenze, hanno fatto registrare,
nel 2002, un calo del 33,05%
rispetto al 2001.
Infrastrutture e trasporti
La rete stradale turca si
estende per 60.840 km di cui 1.160
sono costituiti da autostrade e
49.565 da strade asfaltate, che
consentono al Paese di svolgere
adeguatamente il suo ruolo di anello
tra Europa e Medio-Oriente. Le
ferrovie sono proprietà dello
Stato e le linee principali si
estendono per 8.800 km, mentre
quelle secondarie per 2.000 Km. Con
i suoi 8.210 km di costa, la Turchia
dispone di 15 porti
principali di proprietà statale (i
porti importanti essendo Istanbul,
Izmit, Izmir, Samsun). Turkish
Airlines é la compagnia aerea di
bandiera e gli aeroporti
maggiori sono ad Istanbul, Ankara,
Izmir, Antalya, Adana. Il nuovo
Governo, nel 2003 – 2004, ha deciso
di allargare le autostrade di 15
mila km.
Commercio Estero
Principali prodotti importati:
macchinari, apparecchiature
meccaniche ed elettriche, materie
plastiche, prodotti chimici,
petrolio grezzo e metano, mezzi di
trasporto, prodotti farmaceutici,
ferro – acciaio.
Principali prodotti esportati:
abbigliamento e tessile, prodotti
agricoli, mezzi di trasporto,
materie plastiche, apparecchiature
elettriche
Pincipali partner commerciali:
lnterscambio con I'Italia
Principali voci dell’export
italiano:
beni strumentali,
abbigliamento e tessile, calzatura,
industria alimentare, componenti
elettroniche, parti e accessori per
autoveicoli, macchine per impieghi
speciali, materie plastiche in forme
primarie.
Principali voci dell’import
italiano:
ferro, ghisa e acciaio di prima
trasformazione e ferroleghe,
autoveicoli, filati di fibre tipo
cotone, industria alimentare,
tessile, componentistica, gomme.
INVESTIMENTI ESTERI
Principali settori degli
investimenti esteri verso il Paese:
abbigliamento, alimentare, prodotti
chimici, materie plastiche, parti e
accessori per autoveicoli,
agricoltura, metallo, servizi.
Principali settori degli
investimenti italiani verso il
Paese:
telecomunicazioni, banche - finanza,
industria delle costruzioni,
industria meccanica, industria
alimentare, industria petrolchimica,
industria tessile.
Gli investimenti italiani principali
nel Paese sono la Pirelli, Fiat,
Eni, Ariston Merloni, la Tim e
Unicredito. Le aziende turche sono
ancora in ricerca di joint-venture
con le aziende straniere, sopratutto
nei settori abbigliamento,
pelletteria, chimica, plastica, e
energia.
Regolamentazione delle importazioni
Sdoganamento e documenti di
importazione :
Per l’importazione in Turchia
bisogna presentare alle Dogane
Turche i seguenti documenti;
-Una copia della fattura originale
-Documento ATR 1
-Lista dell’imballaggio (in caso
della spedizione di una macchina
fatturata in un articolo singolo ma
spedito in diversi imballaggi)
Classificazione doganale delle merci
:
L’applicazione della classificazione
doganale delle merci é la stessa
della Comunita’ Europea.
Restrizione delle importazioni :
Siccome la Turchia é un membro dell’
Unione Doganale le restrizioni sono
simili a quelle comunitarie e sono
nel dettaglio le seguenti;
-Armi e accessori
-Materiali radioattivi e relativi
macchinari
-Materiali per la telecommunicazione
-Autoveicoli
-Materiali che si usano per
l’aviazione civile
-Materie esplosive
-Solventi e alcuni prodotti di
petrolio
-Rifiuti
-Concimi
-Materiali usati (per le macchine
usate fino a 10 anni non ci sono
problemi, ma piu’ di 10 anni dipende
dal permesso dell’ufficio
competente)
-Materiali non conformi agli
standartd definiti dall’ Istituto di
Standard Turco
-Prodotti che dannegiano la salute,
l’ambiente, gli animali, le persone
e le piante
-Le sostanze chimiche definite
pericolose (sulla base degli
standard internazionali)
-Le sostanze chimiche pericolose per
l’ozono
Importazioni temporanee :
E’ possibile efettuare
l’importazione temporanea per fare
prove e per l’affitto temporaneo,
ottenendo il relativo permesso
doganale prima oppure dopo l’arrivo
del materiale. E’ necessario
presentare i seguenti documenti:
fattura dell’affitto, lettera di
richiesta che spiega la ragione
dell’uso, contratto con il
fornitore.
Porti :
Istanbul, Gebze, Bursa / Porto
Gemlik, Izmir, Trabzon, Mersin,
Iskenderun, Antalya
ASPETTI LEGISLATIVI
Regolamentazione degli scambi:
dal 01.01.1996
la Turchia ha sottoscritto l’Accordo
di Unione Doganale con i Paesi
dell’Unione Europea.
Attività di investimento ed
insediamenti produttivi nel Paese:
è attualmente in vigore una
normativa per la promozione degli
investimenti stranieri in Turchia.
Tra le agevolazioni previste sono da
evidenziare le opportunità offerte
dalla medesima in materia di
trasferibilità all’estero degli
utili e del capitale versato
originariamente. E’ possibile
investire in tutti i settori tranne
radio e televisione (20%
partecipazione estero), aviazione e
trasporto marittimo (49%
partecipazione estero). Inoltre,
occorrono permessi particolari per
partecipare in attività minerarie,
di servizi e finanziarie. La licenza
viene rilasciata dopo aver chiesto
l’autorizzazione al Dipartimento per
gli Investimenti Esteri ed al
Sottosegretariato al Tesoro ed al
Commercio Estero. Le imprese
straniere devono rispettare gli
obblighi imposti dal Codice
Commerciale turco per il tempo
stabilito dalla licenza. In generale
l’investimento deve contribuire allo
sviluppo economico del Paese e non
deve essere in concorrenza con le
attività di monopolio governativo.
E’ possibile aprire conti in valuta
straniera per le imprese che
investono nel Paese. Non é
necessario convertire il capitale in
lire turche per investirlo. I
profitti possono essere trasferiti
all’estero alla fine di ogni anno
fiscale, dopo che il Consiglio di
Amministrazione ha deliberato il
pagamento dei dividendi.
Secondo i dati del
Sottosegretariato al Tesoro, le
autorizzazioni concesse nei primi
dieci mesi dell’anno in materia sono
ammontate a $1,74 miliardi, il 25%
in meno del corrispondente periodo
del 2001, anno pur particolarmente
problematico per insorgenza della
grave crisi economica. Unico nuovo
progetto risulta quello presentato
dall’italiana Unicredito, con $175
milioni destinati a realizzare una
joint venture con il Gruppo Koc nel
settore bancario.
E’ attualmente in corso un processo,
di ampio respiro, di revisione della
normativa relativa agli investimenti
esteri anche con riferimento al
recepimento della “acquis
communautare”.
Brevetti e proprietà intellettuale:
per la protezione della proprietà
intellettuale in Turchia, si deve
fare apposita registrazione, anche
in loco, entro 6 mesi dalla
registrazione nel proprio Paese.
Sistema fiscale:
Si basa sull’imposizione diretta e
si esprime attraverso la “income tax”
e la “corporation tax”. La prima si
applica al reddito delle persone
fisiche (20-40% del reddito), la
seconda a quello delle persone
giuridiche, in particolare delle
società (33%). Le persone fisiche
residenti e le persone giuridiche
con sede legale o commerciale in
Turchia sono tenute al versamento
della tassa sul reddito ovunque
prodotto (full tax liability);
qualora non risiedano o non abbiano
sede legale o commerciale in Turchia
vengono tassate solo per il reddito
prodotto nel Paese (limited tax
liability). Altre imposte riguardano
i servizi professionali in genere
(15,75%), le attività di
esplorazione petrolifera (5,25%), i
redditi da affitto in generale
(22%), il leasing (0,75%), i
trasferimenti di beni immateriali
come brevetti, know-how,
royalties (18%).
NOTIZIE PER
L'OPERATORE
Regolamentazione delle importazioni
Sdoganamento e documenti di
importazione :
Per l’importazione in Turchia
bisogna presentare alle Dogane
Turche i seguenti documenti;
-Una copia della fattura originale
-Documento ATR 1
-Lista dell’imballaggio (in caso
della spedizione di una macchina
fatturata in un articolo singolo ma
spedito in diversi imballaggi)
Classificazione doganale delle merci
:
L’applicazione della classificazione
doganale delle merci é la stessa
della Comunita’ Europea.
Restrizione delle importazioni :
Siccome la Turchia é un membro dell’
Unione Doganale le restrizioni sono
simili a quelle comunitarie e sono
nel dettaglio le seguenti;
-Armi e accessori
-Materiali radioattivi e relativi
macchinari
-Materiali per la telecommunicazione
-Autoveicoli
-Materiali che si usano per
l’aviazione civile
-Materie esplosive
-Solventi e alcuni prodotti di
petrolio
-Rifiuti
-Concimi
-Materiali usati (per le macchine
usate fino a 10 anni non ci sono
problemi, ma piu’ di 10 anni dipende
dal permesso dell’ufficio
competente)
-Materiali non conformi agli
standartd definiti dall’ Istituto di
Standard Turco
-Prodotti che dannegiano la salute,
l’ambiente, gli animali, le persone
e le piante
-Le sostanze chimiche definite
pericolose (sulla base degli
standard internazionali)
-Le sostanze chimiche pericolose per
l’ozono
Importazioni temporanee :
E’ possibile efettuare
l’importazione temporanea per fare
prove e per l’affitto temporaneo,
ottenendo il relativo permesso
doganale prima oppure dopo l’arrivo
del materiale. E’ necessario
presentare i seguenti documenti:
fattura dell’affitto, lettera di
richiesta che spiega la ragione
dell’uso, contratto con il
fornitore.
Porti :
Istanbul, Gebze, Bursa / Porto
Gemlik, Izmir, Trabzon, Mersin,
Iskenderun, Antalya
Sistema bancario:
la Banca Centrale, oltre ai suoi
compiti istituzionali, tende a
controllare le riserve totali di
tutto il sistema bancario, a
regolare il mercato del denaro, la
vendita e l’acquisto dei Titoli di
Stato, la formazione della politica
del credito, nonché l’importazione,
l’acquisto e la vendita di oro e
valuta straniera: alla Banca
Centrale spetta anche la
supervisione delle altre banche. Le
banche commerciali sono la maggior
fonte di credito. Il loro sistema di
risconto é disegnato in modo tale da
canalizzare fondi a favore di alcuni
settori. Le banche di sviluppo e
quelle specializzate sono fonte
cruciale di finanziamenti a medio e
lungo termine. Nel Paese operano 18
banche straniere.
Principali finanziamenti e linee di
credito:
il credito a breve termine può
essere ottenuto dalle banche
commerciali. Esse richiedono
normalmente ampia garanzia per la
concessione di crediti: oltre a
ipoteche, possono richiedere anche
avalli da parte di terzi. E’ dovuta
una tassa del 60% degli interessi,
oltre ad altri oneri come “tassa di
assicurazione” 5%, e la “resource
utilization levy” pari al 3 % degli
interessi.
Poche banche affrontano l’onere dei
prestiti a medio/lungo termine. Il
tasso di interesse risulta simile a
quello di un prestito a breve,
cosicché sono poche le aziende che
possono permetterselo. Per quanto
riguarda i finanziamenti ottenuti
all’estero viene imposta sugli
stessi la “bank transaction tax” del
0,001%.
Parchi industriali e zone franche:
Il Governo turco ha autorizzato e
realizzato diciassette zone franche:
Mersin (1987 –
www.mesbas.com.tr),
Antalya (1987 –
www.ant-free-zone.org.tr),
Aegean (1990 –
www.esbas.com.tr),
Istanbul Ataturk Airport Free Zone
(1990 –
www.isbi.com.tr),
Trabzon (1992), Istanbul Leather and
Industry (1995 –
www.desbas.com.tr),
Mardin (1995), Eastern Anatolia
(1995), Istanbul International Stock
Exchange (1997 –
www.imhb.gov.tr),
Izmir Menemen – Leather (1998), Rize
(1998), Samsun (1998 –
www.sasbas.com.tr),
Istanbul - Trakya (1998 –
www.isbas.com.tr),
Adana- Yumurtalik (1998 –
www.yayseb.com.tr),
Kayseri (1998), Gaziantep (1999 –
www.masbas.com.tr),
Avrupa (1999 –
www.asb.com.tr).
(a legislazione vigente)
Le principali agevolazioni allo
stabilimento in queste zone franche
possono così essere riassunte:
-
esenzione da pagamento delle
imposte sui redditi generati
nelle zone franche purché il
trasferimento di tali redditi in
Turchia avvenga in conformità
alle disposizioni valutarie;
-
libertà di trasferimento dei
profitti conseguiti in queste
zone all’estero e nella stessa
Turchia senza pagamento di alcun
tipo di tassa o dazio;
-
libertà di vendita anche nel
mercato interno della Turchia;
-
disponibilità di infrastrutture
adeguate agli standard
internazionali;
-
vicinanza ai maggiori porti del
Mediterraneo, dell’Egeo e del
Mar Nero.
La durata massima della licenza
operativa per gli investimenti in
queste zone può essere, a seconda
dei casi, di 10 oppure 20 anni.
Costo dei fattori produttivi
Manodopera:
il salario
minimo, al lordo, stabilito per
legge e’ pari a € 187, i salari di
quadri sono di circa € 400 nel
settore industriale e di € 225 in
quello agricolo. Il mercato del
lavoro è caratterizzato da un buon
livello di flessibilità.
Organizzazione sindacale:
la principale confederazione
sindacale turca è la Turk-Is. Ad
essa sono iscritti oltre il 50% dei
lavoratori registrati con il
Servizio Nazionale di Previdenza. I
sindacati negoziano i contratti
collettivi di lavoro, che sono
generalmente validi due anni. Sono
loro vietati collegamenti finanziari
o di altro tipo con partiti
politici.
Acqua ad uso industriale:
€ 0,14 per m3.
Terreni:
i prezzi dei
terreni variano estremamente a
seconda della posizione (all’interno
o meno di Zone Industriali
Organizzate) e della prossimità ai
maggiori
conglomerati
industriali,
raggiungendo i livelli più alti
nella regione di Marmara/İstanbul.
Agli stranieri non è consentito
acquistare terreni in aree
considerate agricole.
ACCORDI CON L’ITALIA
10 agosto
1926
:
convenzione
concernente la protezione
giudiziaria e l’assistenza reciproca
delle autorità giudiziarie in
materia civile e penale e
l’esecuzione delle decisioni
giudiziarie;
9 settembre 1929:
convenzione
consolare con protocollo finale e
processo verbale di firma;
24 marzo
1950
:
trattato di amicizia di
conciliazione e regolamento
giudiziario con scambio di note;
30 giugno 1971:
accordo concernente i trasporti
internazionali su strada con n.2
protocolli e n.2 tabelle;
14 giugno 1976:
protocollo di modifica del
protocollo n.1 dell’accordo del
30/06/1971 relativo ai trasporti
internazionali su strada;
16 dicembre 1976:
accordo sulla cooperazione economica
industriale e tecnologica con
scambio di note;
29 settembre 1981:
accordo per evitare la doppia
imposizione sui redditi derivanti
dalla
navigazione aerea e marittima con
scambio di note;
13 giungo 1986:
accordo per la cooperazione nel
settore del turismo;
27 luglio 1990:
accordo per evitare le doppie
imposizioni in materia di imposte
sul reddito
e prevenire le evasioni fiscali con
protocollo.
INFORMAZIONI UTILI
Formalità doganali e documenti di
viaggio per i visitatori:
I cittadini italiani possono entrare
in Turchia per turismo e per affari
esibendo il passaporto o la carta
d’identità (in caso di viaggio
organizzato). Il visto viene
rilasciato automaticamente prima del
controllo passaporti dietro
pagamento di € 10. Per soggiorni
superiori a tre mesi é necessaria
un’autorizzazione rilasciata
dall’Ufficio di Polizia. Non sono
richiesti certificati di
vaccinazione.
Dettagli.
Giorni lavorativi ed orari:
UFFICI:
lun-ven 8.30-12.30/13.30-17.30;
negozi: lun-sab
9.00/20.00
Festività nell'anno:
1 gennaio, 23 aprile, 19 maggio, 30
agosto, 29 ottobre, 11-14 febbraio (Kurban
Bayrami), 25-27 novembre (Seker
Bayrami). Le feste religiose sono
due: il ‘Seker Bayrami’ a
conclusione del mese di digiuno
(Ramadan) ed il ‘Kurban Bayrami’
(Festa del Sacrificio). Le date di
queste feste cambiano secondo il
calendario islamico ogni anno.
Aggiornamento su
informazioni utili.
Mezzi di trasporto:
Collegamenti aerei internazionali:
partenze verso tutti i Paesi
europei, Asia, Estremo Oriente e
Stati Uniti. Lo scalo internazionale
e’ normalmente Istanbul. Da Izmir,
Ankara ed Antalya partono voli diretti per la
Germania ed altri destinazioni
europei.
Come andarci?
Trasferimenti da e per l’aeroporto:
è attivo un collegamento tramite
pullman (società Havas).
Collegamenti fra le principali città
interne:
i collegamenti aerei interni sono di
buon livello: i principali snodi del
traffico interno sono Istanbul e
Ankara. Un regolare servizio di
pullman collega le principali città
ed opera con standard di buon
livello. Il trasporto ferroviario e’
invece piuttosto lento.
Come muoversi?
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