REGIME COMMERCIALE

 

Regime commerciale

Il grado di apertura della Turchia al commercio internazionale è elevato, il Paese avendo un sistema produttivo trainato dalle esportazioni. Ankara e' legata all'Unione Europea da un Accordo di Unione Doganale, entrato in vigore il 1° gennaio 1996, che tuttavia non copre il settore agricolo e parte di quello dei servizi. La Turchia e' inoltre membro dell'OMC sin dalla sua costituzione ed ha inoltre in essere una serie di Accordi di libero scambio con diversi Paesi (EFTA, Bulgaria, Estonia, Israele, Lettonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Marocco, Palestina, Macedonia, Siria e Tunisia).

Nel 2004, le esportazioni sono cresciute del 32,8% (62,7 miliardi di dollari) e le importazioni addirittura del 40,12% (97,1 miliardi di dollari), con un disavanzo raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2003 ($34,4 mld).

Quanto alla struttura degli scambi commerciali, le esportazioni turche sono principalmente composte da beni di consumo e da beni intermedi, mentre un ruolo minore, seppure in forte crescita, e' occupato dai beni di investimento; le importazioni sono costituite essenzialmente da beni capitali, seguiti dai beni intermedi e a lunga distanza dai beni di consumo.

Per cio' che concerne le aree di destinazione e provenienza dell'interscambio, l'Unione Europea figura saldamente al primo posto quale area di destinazione (54,8%) e di origine (46,4%) dei flussi commerciali. L'andamento della lira turca, che si e' gradualmente apprezzata nel corso del 2004 e nei primi mesi del 2005, fa prevedere un lieve rallentamento delle esportazioni, a fronte di una continua crescita delle importazioni.

A fine 2004 l'Italia si e' confermata saldamente secondo partner commerciale della Turchia, con un interscambio record di 11,45 miliardi di dollari che denota un incremento superiore al 30% rispetto al pur eccellente dato del 2003 (8,6 miliardi), ed un avanzo commerciale superiore ai 2 miliardi di dollari, con importazioni dalla Turchia pari a $ 4.601.949.000 (+ 44,1 % rispetto al 2003) ed esportazioni italiane che sono ammontate a $ 6.856.916.000 (+ 25,3 % rispetto al 2003).

Sdoganamento

Le merci importate nel Paese, per via terrestre o area, devono essere sdoganate entro 20 giorni, quelle importate via mare entro 40 giorni. Allo scadere dei termini vengono nazionalizzate o vendute all'asta dallo Stato.

Principali tipologie societarie consentite per investitori stranieri operanti nel Paese :

- Anonim Sirket (A.S. - Società per azioni): costituita da almeno 5 persone, con capitale minimo pari a 50 miliardi di Lire Turche (circa 29.400 Euro, al cambio del 16/02/2004). E' simile alle S.p.A. italiane e si presta ai grandi progetti perché attrae più facilmente soci azionisti locali;

- Limited Sirket (Ltd. S. - Società a responsabilità limitata): costituita da un minimo di 2 a un massimo di 50 persone, con capitale minimo di 5 miliardi di Lire Turche (circa 2.900 Euro al 16/02/2004). Non può operare nel settore bancario e assicurativo.

L'investitore straniero può acquistare una parte o il totale delle azioni di un'azienda senza alcuna restrizione e non necessita di alcun permesso particolare.

Brevetti

La richiesta di brevetti da parte di ditte straniere si può effettuare solo tramite agenzie autorizzate dal "Turkish Patent Institute". La tempistica della registrazione è di circa 2 anni. Il prodotto è protetto dalla data di inoltro della richiesta.

Trasmissione di valuta ed investimenti esteri diretti

La legge sugli investimenti esteri diretti, approvata nel giugno 2003 (il cui testo completo, oltre ad altre utili informazioni sulla legislazione riguardante gli investimenti diretti dall'estero, è consultabile sul sito: http://www.hazine.gov.tr/realsectorleg.htm ) ha modificato radicalmente il contesto normativo che regolava la materia, adottando al riguardo un approccio liberale e di apertura all'afflusso dei capitali esteri. Tra le numerose novità della legge spicca l'abolizione dell'obbligo di autorizzazione da parte del Ministero del Tesoro per la finalizzazione degli investimenti esteri. Vengono inoltre classificati come investimenti esteri diretti anche gli acquisti, effettuati sul mercato azionario, di partecipazioni societari per quote superiori al 10%. La soglia di capitale minimo investito viene eliminata e le imprese straniere vedono riconosciuto il diritto di acquistare proprietà immobiliari, usufruendo di parità di trattamento rispetto agli investitori locali. La legge definisce inoltre i criteri di determinazione del valore delle azioni ed obbligazioni di società estere, qualora esse vengano versate a fronte di un investimento e ribadisce la possibilità di ricorrere all'arbitrato internazionale nei casi di contenzioso; rimane in vigore, come in precedenza, la piena libertà di rimpatrio dei profitti, dei dividendi e di ogni altro provente.

Incentivi

Il sistema di incentivi prevede esenzioni doganali e sull'IVA per macchinari ed equipaggiamenti acquistati all'estero e/o "in loco". La relativa procedura è abbastanza veloce (circa una settimana) e viene svolta presso il Ministero del Tesoro (per ulteriori dettagli si veda: http://www.hazine.gov.tr/invest_incentives.htm ). Inoltre, il 6 febbraio 2004 e' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale una legge che prevede speciali incentivi per investimenti nelle zone depresse.

 

 

Fonte: www.viaggiaresicuri.mae.aci.it

Turchia.Net/Business