L'INFORMAZIONE SUL MERCATO

 

VALUTAZIONE DELLA PENETRAZIONE COMMERCIALE DEI PRODOTTI ITALIANI SUL MERCATO LOCALE

Nel corso degli ultimi quindici anni la Turchia ha avuto uno sviluppo "magmatico", che l'ha trasformata in un Paese aperto agli scambi con l'estero e sempre più vicino ai modelli occidentali ed ha determinato un aumento considerevole del tenore di vita di una parte consistente della popolazione.

La pesante crisi economica del 2001 ha mutato solo in parte tale quadro di riferimento, determinando una rivisitazione dei piani di sviluppo e costringendo le Autorità ad attuare un vasta opera di risanamento, nonché importanti riforme strutturali.

Simili interventi hanno contribuito ad aumentare il grado di apertura del Paese all’esterno, dotandolo nel contempo di un quadro istituzionale più liberale e moderno, che lo ha qualificato come un interlocutore affidabile sulla scena internazionale. In tale contesto, i nostri operatori si trovano in una posizione di vantaggio poiché l'Italia, che detiene una quota di mercato dell’8% (seconda solo alla Germania), non é considerata solo un “partner” commerciale di prima grandezza, ma anche un modello culturale e di sviluppo da imitare.

Inoltre, la Turchia rappresenta un interessante mercato di sbocco soprattutto per le nostre forniture di beni strumentali che sfruttano una consolidata complementarità, l’Italia fornendo la tecnologia che qui serve per migliorare la produzione nei settori trainanti (tessile ed abbigliamento, pelletteria, automotoristico, agricolo).

La struttura proprietaria delle imprese turche si é poi mostrata compatibile con quella italiana, data la coesistenza di grandi conglomerati con un vivace tessuto di piccole e medie imprese, che trovano nelle nostre degli interlocutori flessibili e dinamici nei settori di loro prioritario interesse. La tavola qui riportata, relativa ai primi 20 macro settori delle importazioni turche, mostra chiaramente la buona quota di mercato detenuta dall’Italia.

Codici
doganali

Descrizione

Import totale

Quota
Italia

27

Combustibili minerali, oli minerali e prodotti della loro distillazione; sostanze bituminose; cere minerali

11.398.734.859 $

1,82 %

84

Reattori nucleari, caldaie, macchine, apparecchi e congegni meccanici; parti di queste macchine o apparecchi

10.188.271.232 $

17,31 %

85

Macchine, apparecchi e materiale elettrico e loro parti; apparecchi per la registrazione o la riproduzione del suono, apparecchi per la registrazione o la riproduzione delle immagini e del suono per la televisione, e parti ed accessori di questi apparecchi

5.487.250.138 $

7,16 %

87

Vetture automobili, trattori, velocipedi, motocicli ed altri veicoli

5.369.131.975 $

7,08 %

72

Ghisa, ferro e acciaio

4.686.119.579 $

3,84 %

39

Materie plastiche e lavori di tali materie

3.232.859.654 $

11,82 %

71

Perle fini o coltivate, pietre preziose (gemme), pietre semipreziose (fini) o simili, metalli preziosi, metalli placcati o ricoperti di metalli preziosi e lavori di queste materie; minuterie di fantasia; monete

2.250.668.661 $

3,01 %

29

Prodotti chimici organici

2.250.156.243 $

5,63 %

30

Prodotti farmaceutici

2.012.799.695 $

6,22 %

52

Cotone

1.636.941.707 $

7,89 %

90

Strumenti ed apparecchi di ottica, per fotografia e per cinematografia, di misura, di controllo o di precisione; strumenti ed apparecchi medico-chirurgici; parti ed accessori di questi strumenti o apparecchi

1.350.280.157 $

8,87 %

48

Carta e cartone; lavori di pasta di cellulosa, di carta o di cartone

1.163.211.045 $

8,90 %

55

Fibre sintetiche o artificiali in fiocco

942.750.913 $

11,83 %

54

Filamenti sintetici o artificiali

853.541.476 $

7,87 %

32

Estratti per concia o per tinta; tannini e loro derivati; pigmenti ed altre sostanze coloranti; pitture e vernici; mastici; inchiostri

846.821.848 $

10,66 %

73

Lavori di ghisa, ferro o acciaio

821.588.972 $

12,11 %

40

Gomma e lavori di gomma

763.891.539 $

10,16 %

38

Prodotti vari delle industrie chimiche

741.819.053 $

11,90 %

76

Alluminio e lavori di alluminio

713.526.720 $

6,11 %

41

Pelli (diverse da quelle per pellicceria) e cuoio

612.645.964 $

13,70 %


Le proposte promozionali non sono incentrate solo sui settori merceologici di interesse, ma dedicano attenzione anche ad un “approccio d’insieme” che consenta alle nostre aziende di conoscere ed utilizzare l’intero potenziale di un Paese che é, quale “partner” commerciale dell’Italia, immediatamente a ridosso dei principali mercati europei e Nord-americani (11° Paese cliente e 17° Paese fornitore). Per questo si ritiene necessario puntare, da una parte, su interventi di collaborazione industriale e dall’altra sulla formazione di quadri locali, tali da rendere l’Italia un “modello di riferimento” per il panorama economico locale. Le iniziative prevedono il coinvolgimento di SIMEST e SACE, nonché di tutti gli altri attori istituzionali, a partire dalle Regioni, al fine di integrare sempre più le due economie.


I settori sotto indicati sono stati identificati sulla scorta delle analisi effettuate dall’Ufficio ICE, tenendo conto della dinamica dell’interscambio e delle necessità dell’industria locale e italiana, quali rilevate attraverso le numerose richieste che ogni giorno pervengono dagli operatori dei due Paesi.


Meccanica e Beni Strumentali
La Turchia é un importatore netto di macchinari e beni strumentali (con circa 15 miliardi di dollari nel 2003 é la voce più importante dell’import turco dopo le materie prime), ma ne sta diventando anche produttore ed esportatore (4 miliardi di dollari nel 2003). Il 40% del nostro export verso la Turchia riguarda questo settore, che tocca tutti i principali comparti dell’economia locale (macchine lavorazione metalli, macchine tessili, macchine lavorazione pelli e calzature, macchine imballaggio, macchine lavorazione plastica, macchine lavorazione legno, macchine lavorazione marmi, etc.). Tale comparto, nelle sue varie componenti, va sempre monitorato al fine di segnalare le opportunità esistenti ed informare le controparti locali sul livello tecnologico italiano, peraltro qui ben conosciuto. L’ICE effettua indagini annuali sui principali sottosettori che compongono tali comparti.


Si riassumono brevemente le caratteristiche delle principali tipologie di macchinari importati dall’Italia, nonché i settori dove si ritiene ci sia ancora spazio per l’inserimento di aziende italiane.

  • Macchine Tessili. La Turchia è uno dei maggiori esportatori mondiali di prodotti dell’industria tessile e tutto il relativo “know-how” è quindi strategico. Dopo il calo delle importazioni nel periodo 1998-2001, il settore é apparso in netta ripresa nel 2003 e le forniture dall’Italia (secondo fornitore dietro la Germania) hanno raggiunto un valore di 550 milioni di dollari. É uno dei settori trainanti del nostro export che va monitorato attentamente, anche perché la propensione all’export dell’industria dell’abbigliamento turca comporta un continuo aggiornamento tecnologico in cui l’Italia può continuare a svolgere un ruolo di primo piano. Si dovrà puntare in partic olare sui macchinari più sofisticati, sia perché la Turchia comincia a produrre gli impianti di livello medio, sia perché la domanda sarà prevedibilmente ancora sostenuta per il livello tecnologico alto ed in calo per gli altri segmenti.

 

  • Macchine Lavorazione Metalli. In un mercato dove da tempo sono presenti i più importanti produttori mondiali di autoveicoli e che ha una capacità di circa 1.000.000 di unità l’anno, la ripresa produttiva - che probabilmente continuerà nei prossimi due anni - sta generando una richiesta per tale tipo di macchinari, anche da parte della rete di subfornitori locali. L’ICE ha in programma di intensificare le attività nel settore, che viene costantemente monitorato. Nel primo quadrimestre 2004 sono state realizzate tre missioni di operatori turchi in Italia.

 

  • Macchine ed attrezzature per pietre e marmi. I processi di valorizzazione di questo comparto fanno presagire un ulteriore incremento dei servizi, prodotti, attrezzature e macchinari legati alla lavorazione delle pietre e dei marmi. Al di là delle vendite di macchinari (l’Italia é il primo fornitore della Turchia con un export pari a 45 milioni di dollari nel 2003), è estremamente interessante lo sviluppo della collaborazione industriale e di “joint-ventures”. Anche l’ultima edizione della fiera “MARBLE” di Izmir (1-4 aprile 2004) ha visto una massiccia presenza di aziende italiane. Oltre a tale partecipazione, ormai tradizionale, si proporrà lo svolgimento di un seminario tecnologico, mirante alla collaborazione industriale nel settore, per il 2005.

 

  • Macchine agricole. L’agricoltura occupa un posto rilevante nell’economia turca (contribuisce al 10% del PIL ed impiega il 35% della forza lavoro). Accanto alle forniture di macchine agricole, esistono ampi spazi nella zootecnica, nella tecnologia per l’irrigazione e nell’industria legata all’allevamento. Le imprese olandesi, israeliane e tedesche sono attive nel sud-est del Paese, dove sono stati realizzati imponenti progetti d’irrigazione, nell’ambito del Progetto GAP. Iniziative, con ricadute positive, potranno prendersi in alcuni sottosettori che hanno bisogno di importare attrezzature e tecnologie (macchine per l’oleicoltura, per il trattamento della frutta, etc.). Le importazioni dall’Italia nel 2003 si aggirano intorno ai 20 milioni di dollari.

 

  • Forniture settore ambiente. Le Autorità locali riservano una crescente attenzione a tutto quell’universo di servizi, forniture pubbliche e “know-how” tecnologico che  riguarda l’ambiente. Secondo una recente stima, gli investimenti per i prossimi anni ammonteranno a circa 8 miliardi di dollari. I settori prioritari sono: utilizzo e sfruttamento di forme alternative d’energia, riciclaggio dei rifiuti, trattamento delle acque, recupero e riciclaggio delle materie plastiche. L’ICE ha svolto due seminari su tali tematiche lo scorso novembre ed intende proseguire le azioni in tale settore, anche perché numerose sono le gare d’appalto indette dalle Municipalità, in alcuni casi con finanziamenti internazionali o comunitari, oppure con pacchetti finanziari bilaterali (concessi soprattutto da Stati Uniti e Germania). Proprio la carenza di pacchetti finanziari italiani é lamentata dalle nostre ditte del settore che, soprattutto nel trattamento acque, sono conosciute ed apprezzate “in loco”.

Beni Intermedi e di Consumo

  • Tessile (Prodotti dell’abbigliamento, tessuti e filati). Il settore è strategico per la Turchia e rappresenta la prima voce dell’export turco. La crescente attenzione dell’industria locale alla qualità del prodotto finito ha aumentato la domanda di tessuti e filati pregiati. L’Italia gioca un ruolo fondamentale, essendo il primo fornitore di tessuti e filati in Turchia oltre che uno dei più importanti clienti. Nel 2003, l’Italia ha esportato per un valore stimabile sui 500 milioni di dollari (sopratutto tessuti di lana e fibre artificiali) ed ha importato per un valore analogo, a dimostrazione delle complementarietà tra i due Paesi. Indubbiamente, tale flusso di merci é anche in parte collegato alle operazioni di “buy-back” operate da ditte italiane in Turchia.

 

  • Mobili e componenti. In Turchia sono presenti circa 3.000 ditte produttrici, molte attive anche nei mercati limitrofi (Russia e Repubbliche dell’Asia Centrale). La rapida crescita della produzione locale di mobili e della domanda di prodotti di alto livello continua a rappresentare un’interessante opportunità per le imprese italiane, che sono le più importanti fornitrici del mercato locale. Anche se é stato perso negli ultimi tre anni qualche punto percentuale nella quota di mercato, le esportazioni nel 2003 si sono attestate sui 28 milioni di dollari e l’Italia continua a rimanere il più importante fornitore.

    É allo studio un progetto ICE mirante a favorire la collaborazione industriale in questo settore, alla luce del crescente dinamismo da parte delle aziende locali su alcuni mercati esteri e del fatto che il nostro Paese é anche un importante fornitore per quello che riguarda
    le macchine lavorazione legno.

 

  • Prodotti Chimici. Tale comparto, che é trasversale a tutti i settori produttivi, rappresenta una tra le voci più importanti delle importazioni turche. L’Italia ha una quota di circa il 7% (attorno ai 6 milioni di dollari nel 2003), con quote crescenti anche per la chimica fine. Una missione di operatori turchi inviati in Italia lo scorso autunno, comprendente le industrie locali più significative, ha avuto modo di incontrare circa 50 aziende italiane, con risultati molto positivi. L’iniziativa, in collaborazione con l’Associazione di categoria del settore, Federchimica, sarà ripetuta nel primo semestre del 2005.

 

  • Prodotti alimentari e vino. Le variazioni nei consumi locali in campo alimentare, derivanti anche dalle mutate abitudini di vita, rendono questo mercato sempre più interessante per l’Italia. Purtroppo, le importazioni di prodotti alimentari sono difficoltose a causa del severo regime di autorizzazioni imposto dalle Autorità turche, tale settore non essendo incluso nell’Accordo di Unione Doganale tra la Turchia e l’Unione Europea. Un miglioramento si é avuto, invece, per ciò che riguarda le importazioni di vini. Sono stati eliminati i contingenti quantitativi prima in vigore e dallo scorso anno l’importazione é aperta alle singole ditte locali e non più limitata al monopolio di Stato (Tekel), che é stato abolito. É stata semplificata la prassi per ottenere i permessi di importazione rilasciati ora dal TAPDK (Autorità per la regolamentazione del mercato delle bevande alcoliche e dei prodotti del tabacco), ma rimane molto alta la tassazione, che fra dazi doganali e tasse al consumo raggiunge il 130% circa, con “picchi” superiori al 200%. La quota detenuta dall’Italia é estremamente esigua (2,5%, pari a 25 milioni di dollari nel 2003), ma suscettibile di incrementi anche perché il pubblico mostra di gradire i prodotti italiani. Notevole successo ha ottenuto la degustazione tecnica di vini italiani organizzata dall’ICE, lo scorso giugno, nell’ambito dell’Italian Festival, in collaborazione con l’Enoteca Italiana di Siena.


 

Fonte: www.esteri.it

Turchia.Net/Business